Voi, che scrivete libri e articoli di giornale, scrivete ma non ci siete. Siete molto malridotti. La gente non vi conosce, e se vi accetta lo fa solo per quello che avete scritto, ma non vi accetta come persone, per cui in realtà siete accettati a metà, forse anche meno. Il teatro, viceversa, è una forma di comunicazione molto più totale: le prime volte che mi ci avventuravo avevo la sensazione fortissima che il pubblico accettasse tutto di me: la mia andatura un po’ claudicante, il mio fisico, la mia voce, il mio naso… e non è poco.
Non è poco sentirsi accettati così totalmente.
– Giorgio Gaber, intervista, 2002
Io non ho alle mie spalle nessuna autorevolezza: se non quella che mi proviene paradossalmente dal non averla o dal non averla voluta; dall’essermi messo in condizione di non aver niente da perdere, e quindi di non esser fedele a nessun patto che non sia quello con un lettore che io del resto considero degno di ogni più scandalosa ricerca.
– Pier Paolo Pasolini

Dacci oggi il nostro Silvio quotidiano

Edicola di un paesino laziale a storica tradizione rossa.

Entra un signore sulla settantina: “Damme Berluscone! Vedemo che dice oggi!”

L’edicolante, senza indugiare, allunga la mano nella scaffale e gli consegna una copia de “Il Giornale”.

Ma tu scrivi su quei giornali che quando li tocchi ti sporchi le mani?
– Alessandra, 7 anni
Voi, che scrivete libri e articoli di giornale, scrivete ma non ci siete. Siete molto malridotti. La gente non vi conosce, e se vi accetta lo fa solo per quello che avete scritto, ma non vi accetta come persone, per cui in realtà siete accettati a metà, forse anche meno. Il teatro, viceversa, è una forma di comunicazione molto più totale: le prime volte che mi ci avventuravo avevo la sensazione fortissima che il pubblico accettasse tutto di me: la mia andatura un po’ claudicante, il mio fisico, la mia voce, il mio naso… e non è poco.
Non è poco sentirsi accettati così totalmente.
– Giorgio Gaber, intervista, 2002
Io non ho alle mie spalle nessuna autorevolezza: se non quella che mi proviene paradossalmente dal non averla o dal non averla voluta; dall’essermi messo in condizione di non aver niente da perdere, e quindi di non esser fedele a nessun patto che non sia quello con un lettore che io del resto considero degno di ogni più scandalosa ricerca.
– Pier Paolo Pasolini

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Entra un signore sulla settantina: “Damme Berluscone! Vedemo che dice oggi!”

L’edicolante, senza indugiare, allunga la mano nella scaffale e gli consegna una copia de “Il Giornale”.

Ma tu scrivi su quei giornali che quando li tocchi ti sporchi le mani?
– Alessandra, 7 anni
"Voi, che scrivete libri e articoli di giornale, scrivete ma non ci siete. Siete molto malridotti. La gente non vi conosce, e se vi accetta lo fa solo per quello che avete scritto, ma non vi accetta come persone, per cui in realtà siete accettati a metà, forse anche meno. Il teatro, viceversa, è una forma di comunicazione molto più totale: le prime volte che mi ci avventuravo avevo la sensazione fortissima che il pubblico accettasse tutto di me: la mia andatura un po’ claudicante, il mio fisico, la mia voce, il mio naso… e non è poco.
Non è poco sentirsi accettati così totalmente."
"Io non ho alle mie spalle nessuna autorevolezza: se non quella che mi proviene paradossalmente dal non averla o dal non averla voluta; dall’essermi messo in condizione di non aver niente da perdere, e quindi di non esser fedele a nessun patto che non sia quello con un lettore che io del resto considero degno di ogni più scandalosa ricerca."
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"Ma tu scrivi su quei giornali che quando li tocchi ti sporchi le mani?"

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