Voi, che scrivete libri e articoli di giornale, scrivete ma non ci siete. Siete molto malridotti. La gente non vi conosce, e se vi accetta lo fa solo per quello che avete scritto, ma non vi accetta come persone, per cui in realtà siete accettati a metà, forse anche meno. Il teatro, viceversa, è una forma di comunicazione molto più totale: le prime volte che mi ci avventuravo avevo la sensazione fortissima che il pubblico accettasse tutto di me: la mia andatura un po’ claudicante, il mio fisico, la mia voce, il mio naso… e non è poco.
Non è poco sentirsi accettati così totalmente.
– Giorgio Gaber, intervista, 2002
Voi, che scrivete libri e articoli di giornale, scrivete ma non ci siete. Siete molto malridotti. La gente non vi conosce, e se vi accetta lo fa solo per quello che avete scritto, ma non vi accetta come persone, per cui in realtà siete accettati a metà, forse anche meno. Il teatro, viceversa, è una forma di comunicazione molto più totale: le prime volte che mi ci avventuravo avevo la sensazione fortissima che il pubblico accettasse tutto di me: la mia andatura un po’ claudicante, il mio fisico, la mia voce, il mio naso… e non è poco.
Non è poco sentirsi accettati così totalmente.
– Giorgio Gaber, intervista, 2002

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